Tragedia A Tenerife: Indagini Penali Per Il Portiere Jesus Owono

Un Incidente Fatale Sul Campo
Il mondo del calcio spagnolo è profondamente scosso dalla scomparsa di Jesus de Miguel, calciatore del Tenerife, avvenuta a seguito di un violento scontro durante una partita disputata allo stadio Heliodoro Rodriguez. L’incidente è avvenuto in campo aperto, quando il portiere dell’Andorra, Jesus Owono, è intervenuto a tutta velocità per contrastare un contropiede, collidendo violentemente con l’attaccante. Entrambi i giocatori erano concentrati sul pallone, non rendendosi conto della traiettoria dell’altro, rendendo l’impatto estremamente violento e, purtroppo, fatale per De Miguel. La dinamica, descritta come frutto di una tragica casualità, ha però scatenato immediate reazioni di dolore e sconcerto in tutto l’ambiente sportivo, lasciando i giocatori in uno stato di totale disperazione dopo lo scontro.
Jesus Owono, portiere di 25 anni della nazionale della Guinea Equatoriale, si è trovato improvvisamente al centro di una tempesta mediatica. A causa di un’ondata di insulti e accuse ricevute sui social network, tra cui l’uso del termine “assassino”, l’atleta ha deciso di chiudere i propri profili per proteggere la propria privacy. La confusione generata dall’odio online ha coinvolto persino persone totalmente estranee ai fatti, come Michel Owono, un calciatore dilettante che milita in una squadra catalana chiamata Can Vidalet de Llobregat, dimostrando la portata incontrollata della rabbia digitale che ha colpito chiunque portasse lo stesso cognome del portiere.
Le Possibili Conseguenze Sportive E Penali
L’evento ha dato il via a due percorsi d’indagine distinti: uno di natura sportiva e uno di ambito penale. Sul piano disciplinare, l’articolo 102 del Codice di disciplina sportiva spagnolo prevede sanzioni per quei giocatori che provocano conseguenze dannose o lesioni gravi a un avversario. Owono, che era stato espulso per l’intervento, rischia una squalifica che potrebbe variare tra le otto e le dodici giornate, con alcune stime che indicano concretamente una sospensione di almeno dieci partite. Il Comitato di disciplina sportiva dovrà stabilire se l’azione sia stata un gioco pericoloso e, soprattutto, se vi fosse l’intenzione di provocare un danno all’avversario.
Parallelamente, la Polizia di Santa Cruz de Tenerife ha avviato indagini per chiarire le responsabilità legali. Il Codice Penale spagnolo, all’articolo 142, analizza due casi distinti per l’omicidio per imprudenza. Nel primo caso, riferito all’imprudenza grave, la pena prevista va da uno a quattro anni di carcere. Nel secondo caso, relativo all’imprudenza meno grave, l’arco temporale della pena va da tre a diciotto mesi. I magistrati analizzeranno ogni singolo fotogramma della tragica giocata per determinare se l’azione del portiere possa essere configurata come una negligenza grave o meno, valutando l’impatto della velocità e della dinamica del contrasto.
Tuttavia, l’apertura di un procedimento penale non è affatto scontata. Il procuratore capo di Santa Cruz de Tenerife ha sottolineato la difficoltà di procedere in tali casi, ricordando che, secondo una consolidata giurisprudenza della Corte Suprema spagnola, le lesioni provocate durante una competizione sportiva non siano generalmente punibili, a meno che non si verifichi un’aggressione ai danni di un altro giocatore a gioco fermo. L’assenza di elementi di intenzionalità sembra essere un punto fondamentale per la difesa del portiere, rendendo l’imputazione un’ipotesi complessa da sostenere in tribunale.
Nonostante la complessità legale, resta aperta la possibilità che i familiari di Jesus de Miguel presentino una denuncia formale se non concordassero con gli esiti degli accertamenti. In tale eventualità, l’eventuale contestazione penale sarebbe riconducibile all’omicidio colposo per imprudenza non grave, dato che non emergerebbero elementi di volontà deliberata di nuocere. La supervisione giudiziaria continuerà a monitorare l’inchiesta per garantire che ogni aspetto della collisione venga esaminato correttamente.
Nel frattempo, Jesus Owono, che quest’estate era stato acquistato definitivamente dall’Andorra dopo un anno in prestito dall’Alaves, dove aveva esordito anche in Liga, avrebbe già cercato di contattare la famiglia della vittima per esprimere il proprio dolore e scusarsi per l’accaduto. Il caso rimane aperto in attesa del referto arbitrale e delle conclusioni giudiziarie, mentre il calcio spagnolo piange la perdita di un giovane talento in circostanze drammatiche che hanno trasformato una partita di calcio in una tragedia legale e umana.