Betelgeuse E La Sua Compagna Siwarha: Nuovi Dati Atmosferici

Il Ritorno Alla Normalità Dopo Il Grande Oscuramento
Betelgeuse, la celebre supergigante rossa della costellazione di Orione, ha attraversato un periodo di instabilità senza precedenti tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Questo fenomeno, noto come il Grande Oscuramento, ha visto la stella raggiungere i livelli di luminosità più bassi mai registrati in oltre un secolo di monitoraggio astronomico. L’evento è stato attribuito all’espulsione di una quantità significativa di materiale stellare che, condensandosi in una densa nube di polvere, ha schermato parzialmente la luce visibile della stella, rendendola insolitamente fioca.
Recenti analisi condotte tra il 2021 e il 2026, utilizzando i potenti strumenti del Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) e dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), indicano che la stella è tornata in gran parte alle condizioni precedenti. In particolare, le temperature dell’atmosfera estesa sono risalite a valori tipici. A una distanza di circa 2,7 volte il raggio stellare, il gas ha raggiunto una temperatura di circa 3500 Kelvin, un valore paragonabile a quello della superficie stessa della supergigante. Già nel 2019, gli autori avevano rilevato un’atmosfera insolitamente fredda, ipotizzando che un’onda d’urto innescata dai moti convettivi profondi avesse perturbato il gas esterno.
La Scoperta Della Molsphere E Le Anomalie Termiche
Le osservazioni effettuate tramite ALMA hanno permesso di indagare zone più vicine alla superficie stellare, portando alla luce dettagli fondamentali sulla struttura atmosferica. I ricercatori hanno identificato uno strato specifico in cui la temperatura scende drasticamente fino a circa 2200 Kelvin, segnando una differenza di oltre mille gradi rispetto alla fotosfera. Questa regione, definita come minimo di temperatura, è nota come molsphere.
La molsphere è un involucro di gas molecolare situato tra la superficie visibile e la cromosfera. Sebbene la sua esistenza fosse stata ipotizzata in precedenza attraverso studi nell’infrarosso, è raro che sia stata sondata in modo così diretto e preciso utilizzando le lunghezze d’onda radio. Questo dato conferma la complessità termica di Betelgeuse e la presenza di strati freddi che coesistono con zone molto più calde, fornendo una visione più dettagliata della transizione tra il nucleo visibile e l’atmosfera esterna.
L’Influenza Di Siwarha Sulla Struttura Stellare
La scoperta più sorprendente emersa dallo studio riguarda l’interazione tra Betelgeuse e una stella compagna di recente individuazione, denominata Siwarha. Il nome, di origine araba, significa “il suo braccialetto”, un riferimento poetico al significato di Betelgeuse, ovvero “la mano del gigante”. L’esistenza di Siwarha era stata proposta nel 2024 per spiegare un ciclo di variazione della luminosità della supergigante che dura circa 2100 giorni.
Siwarha è una stella più piccola e calda che orbita a una distanza pari a circa il doppio del raggio di Betelgeuse. Questa vicinanza estrema suggerisce che la compagna possa attraversare fisicamente gli strati esterni dell’atmosfera della supergigante rossa, creando una sorta di scia nel gas circostante. Poiché l’emissione radio di Siwarha è troppo debole per essere rilevata direttamente, gli astronomi hanno analizzato gli effetti gravitazionali e fisici che essa esercita sulla stella principale, misurando la forma dell’atmosfera in momenti differenti.
Variazioni Di Forma E Dinamiche Orbitali
Analizzando la forma della regione che emette onde radio, i ricercatori hanno notato variazioni nell’ellitticità di Betelgeuse. I dati mostrano che la stella appare più allungata quando Siwarha si trova alla massima separazione apparente, mentre assume una forma più circolare quando la compagna passa davanti o dietro la stella principale. Questa correlazione indica che Siwarha non influenza solo la luminosità, ma modifica attivamente la struttura fisica dell’atmosfera di Betelgeuse, rendendola leggermente oblunga a causa delle perturbazioni provocate dal passaggio della compagna.
Nonostante questi indizi siano coerenti con i modelli orbitali, gli scienziati sottolineano che si tratta di evidenze che richiedono ulteriori verifiche. Per confermare definitivamente l’impatto di Siwarha, sarà necessario monitorare la supergigante per una porzione più ampia della sua orbita e raccogliere nuovi dati a frequenze radio diverse, esplorando zone dello spettro finora poco studiate per comprendere appieno la danza cosmica tra questi due corpi celesti e l’effetto a lungo termine sulla stabilità della supergigante.