Massimo Bernardini Torna In Tv Con Scena Aperta

Massimo Bernardini Torna In Tv Con Scena Aperta

Un Nuovo Approccio Alla Televisione

Massimo Bernardini torna sul piccolo schermo con un progetto che definisce come una terapia antitelevisione. Il programma, intitolato Scena Aperta, nasce da un’esigenza personale del conduttore, che dopo anni di analisi televisiva attraverso l’esperienza di TvTalk ha sentito il bisogno di riscoprire l’energia dei concerti e dei teatri. Questa attitudine, coltivata intensamente durante un periodo di pausa dai video e attraverso viaggi nei teatri di tutta Italia, si è trasformata in un format televisivo volto a celebrare l’arte dal vivo.

Il progetto è realizzato insieme a Filippo Arriva e Sebastiano Pucciarelli, con la regia di Giulia Sodi. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare chiacchiere autoreferenziali, preferendo un dialogo diretto e coinvolgente con il pubblico. In un panorama mediatico spesso legato a formule consolidate e sicure, Scena Aperta si propone come una scommessa culturale, cercando di portare la cultura fuori dai suoi spazi abituali senza sacrificarne la profondità o il piacere del racconto.

Tematiche E Ospiti Del Programma

Il programma si articola in sei puntate che andranno in onda a partire da giovedì 5 novembre alle 21.20 su Rai 5, con successive repliche su Rai 3 dopo il programma Linea Notte. I temi trattati spaziano attraverso diverse discipline artistiche, esplorando il legame tra musica, cinema e teatro, con un’attenzione particolare al fantastico mondo delle colonne sonore. Verranno analizzati i rapporti non sempre quieti tra attori e registi, così come le dinamiche tra cantanti e direttori d’orchestra.

Altre tematiche centrali includeranno il ruolo delle donne che guidano sempre più istituzioni culturali e il valore del ritorno al diletto, inteso come piacere di fare arte anche al di fuori delle logiche del professionismo. Il cast degli ospiti è ampio e variegato, includendo personalità di rilievo come Eleonora Buratto, Massimo Popolizio, Damiano Michieletto, Paola Turci, Elio De Capitani, Roberto Frontali, Speranza Scappucci, Maurizio Fabrizio, Cecilia Gasdia, Lella Costa, Peppe Barra, Tullio Solenghi, Silvia Colasanti, André Ruth Shammah, Andrea Battistoni, Tindaro Granata, Marina Rocco, Raffaele Pe e Saturnino.

L’Incanto Dell’Auditorium Rai Di Milano

Un elemento distintivo di Scena Aperta è la scelta della location: l’Auditorium A della Rai di Milano. Progettato nel 1939 da Gio Ponti e Nino Bertola originariamente per la radio, lo spazio conserva un fascino d’epoca legato a un’architettura pensata per l’ascolto. Bernardini ha sottolineato l’eccezionale qualità acustica del luogo, caratterizzato da un riverbero naturale clamoroso che valorizza sia la voce che gli strumenti musicali, offrendo un contrasto netto con l’ambiente spesso rumoroso della televisione contemporanea.

Il Focus Sull’Otello Di Shakespeare E Verdi

La prima puntata, in onda il 5 novembre, sarà interamente dedicata all’Otello, in coincidenza con l’attesa inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala prevista per il 7 dicembre. La scelta ha un forte valore commemorativo: esattamente cinquant’anni fa, il 7 dicembre 1976, l’Otello diretto da Carlos Kleiber e diretto da Franco Zeffirelli rappresentò la prima trasmissione integrale e a colori della Prima scaligera.

L’episodio di debutto metterà a confronto due diverse interpretazioni della tragedia: quella teatrale di Shakespeare, in scena dal 4 novembre al Teatro Argentina di Roma, e quella lirica di Verdi per la Scala. Il dialogo tra parola e musica esplorerà temi universali come il potere, la gelosia, il pregiudizio e la manipolazione. Parteciperanno al dibattito gli attori Luca Lazzareschi e Mersila Sokoli, interpreti di Jago e Desdemona nella produzione romana, insieme al regista Luca De Fusco.

Per l’allestimento scaligero interverranno il sovrintendente Fortunato Ortombina, il regista Damiano Michieletto e i cantanti Eleonora Buratto e Roberto Frontali, che interpreteranno due arie celebri. La puntata sarà incorniciata da due letture di Elio De Capitani tratte dal testo di Shakespeare, unendo due linguaggi artistici diversi sotto l’unica veste di una tragedia senza tempo, con la direzione musicale di Myung-Whun Chung per la produzione lirica.